Bidobè (Guido Ambrosini)

Mi chiamo Guido Ambrosini, il mio nome d’arte è Bidobè, ossia il nomignolo con cui mi chiamano in famiglia. Il Significato è: Bido cioè Guido e Bè ovvero bello. Ho 39 anni sono nato nel lontano 24 luglio del 1978 in un borgata di Roma, il Trullo.

Il mio rapporto con la musica è viscerale. Mi ha salvato dai momenti di buio totale quando pensavo di non farcela a sopportare, quando dovevo sfogarmi, per far uscire tutta la rabbia, per lottare, per farmi riscattare davanti a certe persone che mi prendevano in giro senza sapere chi ero veramente. Ero un ragazzino un pò particolare, con le parole non mi esprimevo ero timidissimo.

Con la musica avevo capito che potevo esprimere tutto quello che sentivo in modo diretto.

Nel corso degli anni mi sono appassionato a vari artisti uno fra tutti gli Spandau Ballett, a seguire Phill Collins, e l’affascinante Madonna. Nel 1990 ho ascoltato per la prima volta Mango e mi sono innamorato della sua voce e musica particolare. Ricordo la mia prima cassetta con la canzone “nella mia città.”

Successivamente è uscita Laura Pausini e mi sono invaghito della sua voce limpida e della sua timidezza dove mi ci ritrovavo un pò anch’io. Grazie ad un compagno di classe sono rimasto estasiato anche della bellissima voce di Mariah Carey.

Con il crescere mi sono appassionato ad altri musicisti, tra cui: Ivan Graziani; James Taylor; George Michael; Michael jakson e Whitney Houston ed infine Alanis Morisette, da quest’ultima ho avuto la voglia di imparare a suonare la chitarra.

Poi ho avuto un blocco, un lungo periodo, che mi ha allontanato dalla musica, cercavo tutto, tranne la cosa più importante per me. Penso che quando canto si percepisce quello che ho provato, che ho vissuto, mi piace che le persone si emozionano ed anche che si divertono in una mia serata o concerto che sia. Ci sono canzoni, nei testi, che quando le canto sembra che raccontano la mia storia, dal profondo. E mi fanno venire i brividi.

Avevo iniziato scrivere canzoni a 17/18 anni, però mi vergognavo a farle ascoltare, e con l’Accademia voglio migliorare questo aspetto di me come artista, ed essere più sicuro di me stesso sul palco. Sicuro di quello che posso dare. Vorrei esprimerlo al massimo. E farlo capire a chi mi ascolta.

E sento che è arrivato il momento e la voglia di cantare testi scritte da me, che mi rappresentano, che mi fanno emozionare perchè sono emozioni che ho vissuto in prima persona. Le mie emozioni.

Due sono state le performance che ricordo con più emozione: A 16 anni alla festa del patrono nel mio paese Nazzano. L’ho vissuta come una rivincita, per i ragazzi che non mi rispettavano, con l’applauso anche da chi non mi conosceva bene. E Anni fà, 9 circa, avevo iniziato a seguire lezioni di canto per migliorare, in una scuola di musica, vicino il mio paese, dove vivevo con i miei genitori, e li ho conosciuto dei ragazzi che suonavano. Ricordo con piacere quando abbiamo fatto il concerto di fine anno della scuola, nella piazza del Castello e c’erano i miei parenti e amici.